
Un asino trasportava una famosa immagine di legno per le strade di una città affollata, destinata a essere collocata in uno dei suoi grandi templi. Mentre trotterellava, una grande folla si radunò e si prostrò umilmente davanti all'immagine. L'asino, interpretando male i loro gesti, credette che le persone stessero inchinandosi per rispetto verso di lui.
Gonfio di orgoglio, si rizzò e si rifiutò di fare un altro passo, crogiolandosi nell'adorazione immaginaria. Il conducente, notando l'ostinazione dell'asino, si irritò. Alzò la frusta e colpì le spalle dell'animale, esclamando: "Oh, testa dura e perversa! Non è ancora arrivato il momento in cui gli uomini rendono culto a un asino!"
Questa storia ci ricorda che è saggio non attribuirsi il merito di risultati o rispetto che appartengono giustamente ad altri.
Non confondere l'ammirazione per gli altri con il riconoscimento del tuo valore.
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Domani sera: La Volpe e la Gru.