
C'era una volta uno scorpione e una rana che si incontrarono sulla riva di un ruscello. Lo scorpione, cercando un modo per attraversare l'acqua, si avvicinò alla rana e chiese: "Potresti gentilmente portarmi dall'altra parte sulla tua schiena?"
La rana esitò e rispose: "Come faccio a sapere che non mi pungerai?"
Lo scorpione la rassicurò, dicendo: "Perché se ti pungo, morirò anch'io."
Soddisfatta da questa spiegazione, la rana accettò, e insieme si avviarono attraverso il ruscello. Tuttavia, a metà del loro viaggio, lo scorpione improvvisamente punse la rana.
Mentre il veleno scorreva nelle sue vene, la rana sentì l'inizio della paralisi e cominciò ad affondare sotto l'acqua. Nei suoi ultimi momenti, ansimò: "Perché l'hai fatto?"
Con un senso di inevitabilità, lo scorpione rispose: "È la mia natura..."
In quel tragico momento, sia la rana che lo scorpione affrontarono il loro destino, illustrando la profonda lezione che alcuni istinti sono impossibili da sfuggire, anche quando portano alla propria distruzione.
La morale della storia è che la natura intrinseca può spingere gli individui ad agire contro i propri migliori interessi, anche quando ciò porta alla distruzione reciproca.
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Domani sera: La Volpe e la Gru.